Alessandro arriva allo Studio spinto da ragioni funzionali ed estetiche: racconta di non riuscire – da sempre – a mangiare un panino “strappandolo a morsi” ed esprime il forte desiderio di ottenere un sorriso che lo faccia sentire a suo agio. La diagnosi per Alessandro è di una cosiddetta III classe dento scheletrica con morso aperto anteriore, ossia una situazione in cui le ossa della faccia e i denti non sono allineati correttamente, sia in senso “avanti-indietro” che in senso “alto-basso”. A livello visivo, il mento appare molto pronunciato e i denti inferiori spesso chiudono “davanti” a quelli superiori (morso inverso), mentre dovrebbero stare all’interno. Inoltre, nel morso aperto, anche se i denti posteriori (molari) si toccano, i denti anteriori (incisivi e canini) rimangono distanti tra loro, creando un “buco” o uno spazio vuoto tra le arcate nella zona del sorriso e impedendo di strappare “a morsi il panino”.

Come siamo intervenuti?

l trattamento si divide in tre fasi principali:

FASE 1: L’ortodonzia pre chirurgica

l nostro corpo ha una straordinaria capacità di adattarsi ai difetti. Quando la mascella e la mandibola non sono allineate correttamente, la natura cerca di “compensare” questo squilibrio da sola, inclinando o spostando i denti per fare in modo che riescano comunque a toccarsi. Questa soluzione d’emergenza, però, non è salutare né corretta.

Quando pianifichiamo un intervento chirurgico per riallineare le ossa del viso, il primo passo fondamentale è proprio l’ortodonzia di preparazione.

L’obiettivo dell’apparecchio in questa fase è eliminare i “compensi” creati dalla natura e riportare ogni singolo dente nella sua posizione dritta e naturale rispetto all’osso.

Questo passaggio è fondamentale, ma comporta un effetto temporaneo che può sorprendere il paziente: prima dell’intervento, raddrizzando i denti, la distanza tra la mascella e la mandibola sembrerà aumentare, e il difetto estetico o di chiusura potrebbe apparire temporaneamente più accentuato.

Non c’è da spaventarsi: questo apparente peggioramento è in realtà il segno che ci stiamo muovendo nella direzione giusta.

Solo riportando i denti nella loro posizione corretta, infatti, daremo al chirurgo la base perfetta per poter riallineare le ossa del viso in modo definitivo. È come preparare le fondamenta ideali per una casa: una volta eseguito l’intervento, tutto combacerà al millimetro, regalando al paziente una masticazione perfetta e un’armonia del volto mai avuta prima.

FASE 2: L’intervento chirurgico (Ortognatica)

Per correggere la posizione e la forma delle ossa della bocca, sono stati eseguiti tre passaggi fondamentali in un unico intervento:

  • Spostamento in avanti della mandibola: La mascella inferiore è stata avanzata per allinearla correttamente con quella superiore.
  • Riposizionamento della mascella superiore (Le Fort I): La parte superiore della bocca è stata modellata e spostata per fare in modo che i denti combaciassero perfettamente alla chiusura.
  • Chirurgia del mento (Mentoplastica): Il mento è stato riposizionato per armonizzare i tratti del volto e migliorare il profilo estetico complessivo.

Fase 3: Il restauro del sorriso (Odontoiatria Estetica)

Una volta completata la guarigione delle ossa, si procederà con la parte finale e più visibile del trattamento:

  • Chiusura del morso e corretto allineamento: Utilizzando protesi fisse (come corone o faccette), i denti verranno rimodellati per eliminare gli spazi vuoti e perfezionare la masticazione.
  • Riqualificazione estetica del sorriso: Verranno perfezionati la forma, il colore e l’aspetto di tutti i denti anteriori (sia sopra che sotto), regalando ad Alessandro un sorriso naturale, sano e simmetrico.

Perché questo approccio? Questo tipo di percorso combinato non si limita a “allineare i denti”, ma cambia radicalmente la qualità della vita del paziente, migliorando la respirazione, la masticazione, la postura della bocca e l’autostima.

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